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Ott 19

RICERCA – Carni rosse e salumi: uno studio riapre la discussione sul legame con i tumori

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Un’analisi di dati, provenienti da molti studi diversi che hanno coinvolto migliaia di persone, appena pubblicata pone dubbi sulla forza delle correlazione tra il consumo di questi alimenti e l’insorgenza di tumori, diabete e malattie cardiovascolari

L’allarme del 2015

Sembrerebbe un contrordine rispetto all’allarme «esploso» nel 2015, quando l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) di Lione, massima autorità in materia di studio degli agenti cancerogeni che fa parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), aveva inserito le carni rosse e lavorate fra le sostanze che possono causare il cancro negli uomini. Un panel di esperti internazionale, in una serie di raccomandazioni pubblicate oggi sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine, conclude che «per restare in salute non c’è alcun bisogno di ridurre il consumo di carni rosse e processate», ovvero quelle salate, essiccate, fermentate, affumicate, trattate con conservanti per migliorarne il sapore o la conservazione. Affermazione che però va soppesata e compresa.

Pericolo di tumori di colon-retto, pancreas, prostata

Moltissimi dati sono arrivati negli ultimi anni a indicare che il sovrabbondante (quantità e frequenza) consumo di carni rosse è connesso allo sviluppo di tumori, soprattutto dell’apparato digerente. Era già apparso anche chiaro che molto dipende dal tipo di cottura: carni alla brace, affumicate, conservate possono comportare maggiori problemi durante la preparazione. «I dati del 2015 sulla base dei quali lo IARC inserì le carni rosse nell’elenco delle sostanze potenzialmente cancerogene deponevano per un aumento di rischio di sviluppare tumori di colon-retto, stomaco, pancreas e prostata, ma la qualità modesta di questi dati veniva comunque già sottolineata all’epoca dagli stessi esperti» ricorda Roberto Bordonaro, segretario nazionale dell’Associazione di Oncologia Medica Italiana (Aiom).

Esiti contrari a tutte le altre linee guida

Allora quello di oggi è un cambio di rotta? Un contrordine? Non proprio. I ricercatori dei Centri Cochrane canadesi, spagnoli e polacchi hanno fatto una revisione di una dozzina di studi differenti, riguardanti in totale circa 54mila persone, con l’intento di verificare quanta carne rossa e lavorata fosse effettivamente consumata in media dalla popolazione adulta in Nord America ed Europa (le stime riportano tre o quattro volte a settimana) e quali fossero le conseguenze a livello oncologico e cardiometabolico. Ne hanno concluso che la maggior parte delle persone può continuare con le attuali abitudini nel mangiare carne e insaccati, nelle stesse quantità, perché non comportano un aumento del rischio di malattie cardiache, diabete o cancro. Una conclusione che va però contro praticamente tutte le linee guida attuali.Tanto che, sullo stesso numero degli Annals of Internal Medicine viene pubblicato un editoriale di commento in cui gli autori dell’Indiana University School of Medicine si dichiarano consapevoli che queste loro nuove raccomandazioni sono controverse e destinate ad essere ampiamente dibattute.

Come interpretare la nuova indagine

Come leggere questa nuova indagine? È attendibile o meno? Per rispondere serve capire che fare ricerca scientifica sull’alimentazione è complicato perché spesso ci si basa sulle informazioni richieste, tramite questionari, a migliaia di partecipanti. «Sono indagini molto più complesse rispetto, ad esempio, alle sperimentazioni che si fanno per testare nuovi medicinali sui pazienti – spiega Giordano Beretta, presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom)-. Non è tutto rigoroso come somministrare una cura in ospedale, con dati raccolti secondo metodi ben definiti e uguali per tutti. E pure dimostrare che un singolo alimento fa male o fa bene è complesso, perché le prove raccolte devono comunque essere valutate tenendo presente le altre abitudini di ogni persona: ad esempio fumo, sovrappeso, altre malattie, eventuali predisposizioni familiari o genetiche ad ammalarsi… insomma, è molto molto arduo che si riesca a comprovare che un singolo alimento provochi il cancro, ci sono troppe variabili eterogenee da analizzare. Premesso questo – conclude Beretta, – l’analisi pubblicata sugli Annals è ben fatta, ma (come precisano gli stessi autori) sono i vari studi su cui si sono basati che hanno una “bassa certezza dell’evidenza”, il termine scientifico utilizzato per definire le difficoltà appena elencate. Quindi la parola d’ordine è moderazione».

Parola d’ordine: «moderazione»

Fin dal 2015, gli stessi esperti dello IARC che avevano incluso carne rossa e insaccati fra le possibili sostanze in grado di provocare il cancro, si erano appellati a buon senso e moderazione: «La carne rossa contiene anche proteine e micronutrienti importanti (come la vitamina B, il ferro e lo zinco) – avevano scritto -. Inoltre il contenuto di grassi dipende dalla specie dell’animale, dall’età, dal sesso, da come è stato allevato e nutrito. E, infine, dal taglio della carne». «Senza dimenticare che molto varia poi in base alla cottura, perché essiccare, grigliare, friggere o affumicare qualsiasi cibo può portare alla formazione di agenti chimici a loro volta cancerogeni – ricorda Beretta, che è anche responsabile dell’Oncologia Medica di Humanitas Gavazzeni a Bergamo -. Insomma, noi oncologi avevamo detto che non bisognava lanciare eccessivi allarmi nel 2015 e ora non si deve essere troppo rassicuranti: per restare in salute e cercare di prevenire il cancro serve un’alimentazione equilibrata, varia, in cui moderate quantità non sono proibite».

L’importanza di una dieta equilibrata

Allora la carne rossa è «sicura» e se ne può mangiare quanta se ne vuole? «La notizia è che se si approccia in maniera scientificamente corretta lo studio del rapporto tra il consumo di carni rosse e il rischio di sviluppare il diabete, il cancro o le malattie del cuore, i risultati sembrano smentire l’esistenza di una correlazione — risponde Roberto Bordonaro, che è anche direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Ospedale Garibaldi di Catania —. La vera risposta alla domanda ritengo sia che la carne rossa debba continuare a far parte di diete equilibrate, con consumi variabili con le esigenze personali e con l’età».

Comunque necessarie ulteriori verifiche

Che cosa cambia fra quanto uscito con clamore nel 2015 e questo nuovo studio? «La qualità dell’evidenza scientifica su cui si basano le conclusioni di questa nuova revisione pubblicata sugli Annals of Internal Medicine è significativamente maggiore rispetto a quella dei dati del 2015, per cui i risultati attuali sono più attendibili. Il metodo utilizzato sembra scientificamente valido e le conclusioni sembrano ragionevoli. Certo ogni giudizio definitivo non può che rimanere sospeso in attesa di ulteriori conferme». Una cosa è certa: almeno 3 casi di cancro su 10 sono dovuti a quello che mangiamo e al sovrappeso, grande fattore di rischio per molti tipi di neoplasie. Ed è altrettanto certo che la dieta mediterranea svolge una funzione protettiva, contro i tumori moltissime altre malattie.

Il parere dell’esperto: «Tutte le linee guida concordano, mangiare meno carne rossa»

«Quest’ultima indagine pubblicata su Annals of Internal Medicine valuta la pesantezza dell’evidenza finora raccolta, ma non aggiunge nulla di nuovo a quanto abbiamo detto finora, limitandosi a dire che, in assenza di conoscenza sul meccanismo, le evidenze sarebbero troppo deboli per dare raccomandazioni – commenta Andrea Ghiselli, presidente della Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione e dirigente di ricerca del CREA-Alimenti e nutrizione -. Non bisogna fare confusione ed è necessario che il messaggio che arriva al consumatore sia chiaro. Il consumatore deve sapere che, indipendentemente da questa nuova pubblicazione, è importante moderare il consumo di carne rossa soprattutto se processata, per la quale non è possibile stabilire con precisione un livello di consumo esente da rischio. Questo è il consiglio valido per mantenersi in salute perché l’evidenza scientifica dimostra che mangiare una quantità eccessiva di questi alimenti è collegato alla maggiore probabilità di ammalarsi non solo di certi tipi di cancro, ma anche di malattie cardiovascolari e diabete».

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Apr 19

PASQUA 2019

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Apr 19

APERITIVO IN TERRAZZA

 

Le foto della serata in Terrazza Martini sono disponibili qui:

https://drive.google.com/open?id=1Essl7Nrb76U1KZKSbob8r0zFmmFxeZUK

Grazie a tutti.

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Gen 19

Anno nuovo, nuova dieta. Ecco le cinque indicazioni dell’Oms

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Una dieta sana ed equilibrata offrirà molti benefici nel nuovo anno e non solo.
 
L’Oms in occasione delle feste natalizie e di fine anno fornisce una serie di consigli sull’alimentazione perché, come sottolinea, quello che mangiamo e beviamo può influenzare la capacità del nostro corpo di combattere le infezioni, e la probabilità di sviluppare problemi di salute più avanti nella vita, tra cui obesità, malattie cardiache, diabete e diversi tipi di cancro.  
Gli ingredienti esatti di una dieta sana dipenderanno da diversi fattori come quanti anni si anno e quanto si è attivi, così come i tipi di alimenti che sono disponibili nelle comunità in cui si vive.

– Una dieta sana aiuta a proteggere dalla malnutrizione in tutte le sue forme, così come le malattie non trasmissibili (NCD), tra cui il diabete, le malattie cardiache, l’ictus e il cancro.

– La dieta malsana e la mancanza di attività fisica sono i principali rischi per la salute a livello globale.

– Le pratiche alimentari sane iniziano presto nella vita – l’allattamento al seno favorisce una crescita sana e migliora lo sviluppo cognitivo e può avere benefici per la salute a lungo termine, come ridurre il rischio di diventare sovrappeso o obesi e sviluppare NCD in età avanzata.

– L’apporto energetico (calorie) dovrebbe essere in equilibrio con il dispendio energetico. Per evitare un aumento di peso non salutare, il grasso totale non deve superare il 30% dell’apporto energetico totale. L’assunzione di grassi saturi dovrebbe essere inferiore al 10% dell’apporto energetico totale e l’assunzione di grassi trans inferiori all’1% dell’apporto energetico totale, con uno spostamento del consumo di grassi lontano dai grassi saturi e dai grassi trans nei grassi insaturi e verso l’obiettivo di eliminare i grassi trans industriali.

– Limitare l’assunzione di zuccheri liberi a meno del 10% dell’apporto energetico totale fa parte di una dieta sana. Un’ulteriore riduzione a meno del 5% dell’assunzione totale di energia è suggerita per ulteriori benefici per la salute.

– Mantenere l’assunzione di sale a meno di 5 g al giorno (equivalente all’assunzione di sodio inferiore a 2 g al giorno) aiuta a prevenire l’ipertensione e riduce il rischio di malattie cardiache e ictus nella popolazione adulta.

– Gli Stati membri dell’Oms hanno convenuto di ridurre l’assunzione di sale da parte della popolazione mondiale del 30% entro il 2025; hanno anche concordato di fermare l’aumento del diabete e dell’obesità negli adulti e negli adolescenti, nonché in sovrappeso nell’infanzia entro il 2025.

Per gli adulti

Una dieta sana include:

– Frutta, verdura, legumi (ad es. lenticchie e fagioli), noci e cereali integrali (ad esempio mais non trasformato, miglio, avena, frumento e riso integrale).

– Almeno 400 g (ovvero cinque porzioni) di frutta e verdura al giorno, escluse patate, patate dolci, manioca e altre radici di amido.

– Meno del 10% dell’apporto totale di energia da zuccheri liberi, che equivale a 50 g (o circa 12 cucchiaini di livello) per una persona con un peso corporeo sano che consuma circa 2000 calorie al giorno, ma idealmente è inferiore a 5 % dell’assunzione totale di energia per ulteriori benefici per la salute. Gli zuccheri liberi sono tutti gli zuccheri aggiunti a cibi o bevande dal produttore, cuoco o consumatore, così come gli zuccheri naturalmente presenti nel miele, sciroppi, succhi di frutta e concentrati di succo di frutta.

– Meno del 30% dell’apporto totale di energia da grassi. I grassi insaturi (che si trovano nel pesce, nell’avocado e nella frutta a guscio, e nei semi di girasole, soia, colza e oliva) sono preferibili ai grassi saturi (presenti nella carne grassa, burro, olio di palma e cocco, panna, formaggio, burro chiarificato e strutto) e  grassi trans di tutti i tipi, compresi quelli prodotti industrialmente (trovati in cibi fritti e al forno e snack e alimenti preconfezionati, come pizza surgelata, torte, biscotti, biscotti, wafer e oli da cucina e da spalmare) e quelli presenti negli alimenti a base di carne e latticini provenienti da animali ruminanti, come mucche, pecore, capre e cammelli. Si suggerisce che l’assunzione di grassi saturi sia ridotta a meno del 10% dell’apporto energetico totale. In particolare, i grassi trans prodotti industrialmente non fanno parte di una dieta sana e dovrebbero essere evitati.

– Meno di 5 g di sale (equivalente a circa un cucchiaino) al giorno.  Il sale dovrebbe essere iodato.

Per neonati e bambini piccoli
Nei primi 2 anni di vita di un bambino, un’alimentazione ottimale favorisce una crescita sana e migliora lo sviluppo cognitivo. Riduce inoltre il rischio di diventare sovrappeso o obesi e sviluppare NCD in età avanzata.
Il consiglio su una dieta sana per neonati e bambini è simile a quello per gli adulti, ma anche i seguenti elementi sono importanti:

– I bambini devono essere allattati esclusivamente durante i primi 6 mesi di vita.

– I bambini dovrebbero essere allattati continuamente fino a 2 anni di età e oltre.

– A partire dai 6 mesi di età, il latte materno deve essere accompagnato da una varietà di alimenti adeguati, sicuri e ricchi di sostanze nutritive. Sale e zuccheri non dovrebbero essere aggiunti agli alimenti complementari.

Ma ci sono alcuni consigli alimentari comuni per aiutarci a condurre vite più sane e più lunghe.

1) Mangia una varietà di cibo

I nostri corpi sono incredibilmente complessi e (ad eccezione del latte materno  per i bambini) nessun singolo alimento contiene tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno per lavorare al meglio. Le nostre diete devono quindi contenere una grande varietà di cibi freschi e nutrienti per farci diventare forti.

Alcuni consigli per garantire una dieta equilibrata:

– Nella vostra dieta quotidiana, mirate a mangiare un mix di alimenti di base come grano, mais, riso e patate con legumi come lenticchie e fagioli, molta frutta fresca e verdura e alimenti da fonti animali (ad es. Carne, pesce, uova e latte).

– Scegli cibi integrali come mais non trasformato, miglio, avena, grano e riso integrale quando puoi; sono ricchi di fibre preziose e possono aiutarti a sentirti pieno più a lungo.

– Scegli le carni magre, ove possibile, o tagliale di grasso visibile.

– Prova a cuocere a vapore o bollire invece di friggere i cibi durante la cottura.

– Per spuntini, scegli verdure crude, noci senza sale e frutta fresca, piuttosto che cibi ricchi di zuccheri, grassi o sale.

2) Riduci il sale

Troppo sale può aumentare la pressione sanguigna, che è un importante fattore di rischio per malattie cardiache e ictus. La maggior parte delle persone in tutto il mondo mangia troppo sale: in media, consumiamo il doppio del limite raccomandato dall’Oms di 5 grammi (equivalente a un cucchiaino) al giorno.

Anche se non aggiungiamo del sale in più nel nostro cibo, dovremmo essere consapevoli del fatto che è comunemente messo in alimenti o bevande lavorati, e spesso in quantità elevate.

Alcuni consigli per ridurre l’assunzione di sale:

– Durante la cottura e la preparazione di cibi, usare il sale con parsimonia e ridurre l’uso di salse e condimenti salati (come salsa di soia, brodo o salsa di pesce).

– Evita gli snack ad alto contenuto di sale e cerca di scegliere spuntini freschi e salutari sugli alimenti trasformati.

– Quando si utilizzano verdure in scatola o essiccate, noci e frutta, scegliere le varietà senza aggiunta di sale e zuccheri.

– Rimuova i condimenti salati e salati dal tavolo e cerca di evitare di aggiungerli per abitudine; le nostre papille gustative possono essere regolate rapidamente e una volta fatto, è probabile che godiate il cibo con meno sale, ma più gusto.

– Controlla le etichette sul cibo e vai per prodotti con contenuto di sodio inferiore.

3) Ridurre l’uso di determinati grassi e olio

Tutti noi abbiamo bisogno di un po ‘di grasso nella nostra dieta, ma mangiare troppo – soprattutto i tipi sbagliati – aumenta i rischi di obesità, malattie cardiache e ictus.

I grassi trans industriali   sono i più pericolosi per la salute. Una dieta ricca di questo tipo di grasso è risultata in grado di aumentare il rischio di malattie cardiache di circa il 30%.

Video: Zero grassi trans: mangia meno grassi … vivi una vita più sana!

Alcuni consigli per ridurre il consumo di grassi:

– Sostituisci burro, lardo e ghi con oli più sani come soia, colza (colza), mais, cartamo e girasole.

– Scegli carne bianca come pollame e pesce che sono generalmente più bassi nei grassi rispetto alla carne rossa e limitare il consumo di carni lavorate.

– Controllare le etichette ed evitare sempre tutti gli alimenti elaborati, veloci e fritti che contengono grassi trans prodotti industrialmente. Si trova spesso in margarina e burro chiarificato, oltre a snack preconfezionati, cibi veloci, al forno e fritti.

4) Limitare l’assunzione di zucchero

Troppo zucchero non è solo dannoso per i nostri denti, ma aumenta il rischio di un aumento di peso non salutare e dell’obesità, che può portare a gravi problemi di salute cronici.

Come per il sale, è importante prendere nota della quantità di zuccheri “nascosti” che possono essere contenuti nei cibi e nelle bevande lavorati. Ad esempio, una singola lattina di soda può contenere fino a 10 cucchiaini di zucchero aggiunto!
Alcuni consigli per ridurre l’assunzione di zucchero:

– Limitare l’assunzione di dolci e bevande zuccherate come bibite gassate, succhi di frutta e succhi di frutta, concentrati liquidi e in polvere, acqua aromatizzata, bevande energetiche e sportive, tè e caffè pronti da bere e bevande al latte aromatizzate.

– Scegli spuntini freschi sani piuttosto che cibi lavorati.

– Evitare di somministrare alimenti zuccherati ai bambini. Il sale e gli zuccheri non dovrebbero essere aggiunti agli alimenti complementari destinati ai bambini sotto i 2 anni di età e dovrebbero essere limitati oltre tale età.

5) Evitare l’uso pericoloso e dannoso di alcol

L’alcol non fa parte di una dieta salutare, ma in molte culture le celebrazioni del Capodanno sono associate al consumo di alcol. Nel complesso, bere troppo o troppo spesso aumenta il rischio immediato di lesioni, oltre a causare effetti a lungo termine come danni al fegato, cancro, malattie cardiache e malattie mentali.

L’Oms avverte che non esiste un livello sicuro di consumo di alcol; e per molte persone anche bassi livelli di consumo di alcolici possono ancora essere associati a significativi rischi per la salute.

– Ricorda, meno consumo di alcol è sempre meglio per la salute ed è perfettamente ok non bere.

– Non dovresti bere alcolici se sei: incinta o allattamento; guidare, utilizzare macchinari o intraprendere altre attività che comportano rischi connessi; hai problemi di salute che possono essere peggiorati dall’alcol; stai assumendo medicinali che interagiscono direttamente con l’alcol; o hai difficoltà a controllare il tuo bere.

– Se pensi che il tuo o qualcuno che ami possa avere problemi con l’alcol o altre sostanze psicoattive, non aver paura di chiedere aiuto al tuo operatore sanitario o ad un servizio specializzato di droghe e alcolici. L’Oms ha anche sviluppato una guida di auto-aiuto per fornire indicazioni alle persone che cercano di ridurre o interrompere l’uso.

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Ott 18

SILVIA LA NOTTE – NUOVO PT GETFIT CITY CLUB

Silvia La Notte

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